Shai la la! Intervista a Fabrizio Casalino.
Gente di ogni età che si filma imitando gli sketch di Biondi e Mirko, per poi inserirli su youtube. Un enorme successo a Mai dire.
Mi piace che si parli di me in termini di enormità. Solo non vorrei alla fine deludere… Perché in fondo il successo non conta quanto ce l’hai grande, ma come lo usi. Diciamo un discreto successo. Sono molto felice per l’esito di Mai dire. L’imitazione del Biondi ad esempio, era una specie di sfida: sino ad allora non avevo mai usato il corpo per “fare comicità”. Provare una comicità fisica mi spaventava. Più che altro sono abituato a usare il linguaggio, farne a meno non mi sembrava possibile. Infatti quando faccio Biondi non sono proprio io quello lì, è un altro. E anche questo a pensarci bene è piuttosto interessante. La soddisfazione più grande è stata vedere la gente che piazzava su youtube le sue imitazioni delle mie imitazioni di Biondi. Ho visto che hanno colto uno per uno tutti gli aspetti che mettevo in evidenza (la estrema eleganza del crooner, la prorompente sensualità) e le facevano proprie. E’ un po’ come sentire che uno canta la tua canzone, ma la canta con tutto il corpo. Ecco, direi che Biondi è stato un passaggio ad una “esperienza di risata fisica” per me e per gli altri. Che immensa figata! Scusa se mi dilungo. Uno vede un filmatino di un minuto e ciao, non si immagina cosa c’è dietro. Molti dei filmati di Biondi sono stati girati in casa mia o nelle immediate vicinanze da me ed Eli, la mia ragazza-moglie. I vestiti, gli occhiali, tutto è rigorosamente autoprodotto (comprato dai cinesi). I mezzi meccanici a nostra disposizione: una videocamera minidv con la batteria scarica. Date le nostre conoscenze di regia e postproduzione video praticamente nulle, era davvero improbabile che riuscissimo a produrre un filmato qualunque. Invece sull’onda di un giovanile entusiasmo s’è fatto. Forse non salveremo il cinema italiano dalla catastrofe, ma siamo arrivati a far ridere il vero Biondi, che alla fine ha partecipato. Fantastico. Vorrei dedicare questo Oscar ad Eli, la ragazza moglie, che al primo filmato non sapeva come accendere la telecamera, e due settimane dopo sfoggiava un berrettino alla Spielberg e dirigeva con accento romanesco. Poi vorrei ringraziare la Gialappa, che ha preso le cose che abbiamo fatto e le ha mandate, perché facevano ridere (almeno quelle che hanno mandato, non tutto faceva ridere…) Vorrei ringraziare il vero Biondi, che è persona con il senso dell’umorismo, oltre che una voce italiana degna di farci onore nel mondo. Grazie, grazie a tutti. Vorrei aggiungere che regalerò questa statuetta al Dalai Lama.
Si dice che i migliori personaggi di un comico nascano quasi sempre per caso. Vale anche per i tuoi?
Assolutamente. Credo che i personaggi “a tavolino” abbiano vita mesta e breve. Potrei dire che i personaggi a
tavolino alla lunga non funzionano, ma non è vero. Ho fior di colleghi che continuano a lavorare ed avere successo con personaggi che reputo tristi, costruiti in officina. Anche il termine “alla lunga” ha perso significato, visti i tempi dell’attenzione televisiva, sempre più brevi. Per cui, alla fine, tutto dipende da come “lavori” tu. Mi sembra doveroso innanzi tutto usare le virgolette. Sino ad oggi ho avuto la fortuna di fare quello che fa ridere me. E quello nasce per caso, da una associazione di idee strana, da un lampo irrazionale, da una cosa che non ti aspetti. Di qui in avanti non so. Biondi è nato per gelosia: Eli ragazza moglie è andata a un concerto di Biondi ed è tornata entusiasta di lui. La cosa è comprensibile, vista la sua bravura e la voce al limite del porno. Fatto sta che ho cercato di rendermi interessante a mia volta a botte di “shai la la” e da lì il seguito. Grignani è nato per caso mentre facevo Mirko. Mirko è nato per caso perché ho comprato una parrucca da boy band… Sì direi che è tutto piuttosto casuale.
Cantautore, migliore artista esordiente al Premio Tenco ’94, contratto con un’importante major. Però comico da oltre dieci anni. E’ più difficile vendere dischi o far ridere il pubbico?
Per quanto riguarda me è più difficile vendere dischi. E’ più difficile suonare. La gente -oggi- non ha un grande interesse per la musica. In altri paesi del mondo si può vivere assai dignitosamente da musicisti, senza avere dischi in classifica ma facendo la propria musica. Non è il caso dell’Italia. Mi dispiace molto che sia andato perduto l’interesse per la musica dal vivo. Ho recentemente partecipato ad un documentario fatto da ILA, una brillante cantautrice. Se volete approfondire cercatela su myspace. Proprio grazie alla rete forse una nuova possibilità si sta aprendo. Ma questo non significa che ci sia una rinascita. L’unico elemento che vedo sorgere a favore della musica italiana e del suo ascendente presso il pubblico è X-FACTOR. Devo ammettere che dopo anni di sonno, questa trasmissione rischia di avvicinare la gente alla musica di nuovo. E’ un buon segnale. Questa estate la prima canzone in classifica usciva da x-factor, era cantata da una ragazza che è piaciuta al pubblico. Un po’ quello che succedeva con Sanremo decenni fa. Magari qualcosa si muove? Non so. La pagina di Myspace ce l’ho anche io. E ci sono delle canzoni che ho scritto e non ho fatto in tv. Ma la maggior parte della gente ci va perché sono quello che fa Mirko.
Enrique Balbontin e Andrea Ceccon, compagni di viaggio in indimenticabili gag che hanno fatto la storia di Colorado. Potremmo rivedervi assieme in futuro?
Anche nel presente. Non abbiamo mai smesso di fare cose insieme. Enrique sta lavorando al suo capolavoro: Vittoria, che è nata meno di un mese fa. Ceccon al momento si è impossessato di una telecamera professionale e chissà cosa verrà fuori…
Giuse Rossetti

